Otto squadre di altissimo livello, molte delle quali vere accademie del basket europeo, sette paesi rappresentati Spagna, Lettonia, Ungheria, Croazia, Italia, Repubblica Ceca, Finlandia, tanti osservatori internazionali, cinque giornate intense per un’esperienza dal valore sportivo e umano inestimabile.

Giocatrici da quintetto di serie A croata, centri da 2.05, tiratrici da 60% dall’arco, il confronto per le giovani #F è stato molto impegnativo, ma nello sport solo soffrendo, e perdendo le partite, si cresce veramente.

Le #F hanno giocato in casa delle campionesse d’Europa, in un Campus con 3 palestre, un ristorante e 20 camere sotto il parquet per ospitare le atlete della foresteria. A questo livello si muove il basket femminile in Europa. Nelle parole di Stefano Paccione, coach Futurosa che ha guidato le U16 in questo torneo con Stefano Attruia e Greta Gerbino, emerge tutto il valore di questa esperienza.

Stefano, quale è stato il livello della manifestazione?

Livello pazzesco, una vera “coppa dei campioni”, con squadre molto attrezzate e strutturate, che nel loro roster hanno tante giocatrici convocate nelle rispettive nazionali, con tanta esperienza internazionale.

Che cosa ti ha colpito di più delle squadre che avete incontrato?

Oltre alla grande fisicità ed atletismo, che erano di livello altissimo, mi ha stupito la pulizia nell’eseguire movimenti e tatticismi, quasi da livello senior. 

Che cosa ci manca ancora per essere davvero a livello di questi top team?

A livello tecnico siamo sulla strada giusta, quello su cui dobbiamo spingere è la parte fisica; in casa Futurosa lo abbiamo capito già da un po’ e stiamo lavorando tanto su questo, grazie ai nostro progetti e alle nostre strutture (home, preparatori, progetti specifici ed individuali).

Le nostre #F sono partite forse un po’ timorose, poi nel corso della manifestazione sono cresciute fino a giocare punto a punto con tutte; in che cosa siamo migliorate di più?

Sicuramente è stato un crescendo costante nel corso della manifestazione, fisico, tattico, mentale, sia da parte delle atlete, che da parte dello staff. Le ragazze hanno capito che per giocare a questo livello devi essere su ogni dettaglio per 40 minuti; quello che hanno fatto benissimo nel corso del torneo è stato riuscire a mantenere intensità e attenzione ai particolari fino al 40′, cosa non banale essendo abituati a questi ritmi nel nostro contesto. Grazie a questo soprattutto siamo cresciute nel corso della manifestazione. 

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