
Questa volta Giulia ci porta dentro il derby U17 tra Futurosa Rosa e Futurosa Nera, raccontandolo dal punto di vista di chi lo vive sul campo.
Una partita diversa dalle altre: compagne di allenamento diventano avversarie, la competizione si mescola ai ricordi e ogni possesso diventa un’occasione per mettere in pratica il lavoro fatto insieme.
Domenica 18 ottobre. Prima partita di campionato.
Una consapevolezza si dirama nel corpo. Tutto sa di casa.
È il derby tra Futurosa Rosa e Futurosa Nera, un importante scontro sia tecnico che emotivo. Una felice malinconia si insinua sul parquet e qualche lacrima scende indisturbata. Compagne con cui fino a poco tempo fa si condivideva l’allenamento diventano avversarie e in un soffio, il segnalibro del presente viene spazzato via da un’ondata di vento. La mente inizia a sfogliare pagine di un libro che si aveva messo da parte. Proprio nel momento del bisogno, la squadra viene prima della singola giocatrice e, come singoli fili ci uniamo in un unico intreccio, pronte a sostenerci e a dare l’una la forza all’altra.
Quando si vive una partita dal campo, il corpo è come legno che brucia, il calore si espande come uno tsunami e l’adrenalina rende massima la concentrazione. La fatica non è un freno ma pura energia che ti spinge a correre più forte.
Ad ogni punto, un unico grande tifo si alza dagli spalti, non c’è rivalità ma lo spirito di un’unica grande squadra. Il punteggio sbiadisce, scivola nell’ombra. La competizione resta ma diventa una possibilità per confrontarsi e provare a mettere in pratica ciò che si impara allenamento dopo allenamento, senza il peso del risultato.
By Giulia



